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venerdì 27 gennaio 2012, ore 21.30
giornata memoria
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Teatro Mengoni di Magione
TEL: 075. 8472403






















Giornata della Memoria 2012: a Magione in scena "Ceneri”
dai racconti sull’olocausto di Zvi Kolitz

Dopo il successo ottenuto nel 2010 da "Yossl Rakover si rivolge a Dio”, la Compagnia Teatrale Magionese propone un montaggio di testi dello stesso autore

Venerdì 27 gennaio, alle ore 21.30, presso il teatro Mengoni di Magione, in occasione della Giornata della memoria, la Compagnia teatrale Magionese presenta lo spettacolo "Ceneri” dai racconti sull’olocausto di Zvi Kolitz con Valter Corelli, che ne cura anche la regia, Fernanda Bevagna, Cinzia Rosini e Paola Rugelli. Elaborazioni video di Giorgio Lupattelli. Lo spettacolo, realizzato con il patrocinio del Comune di Magione, verrà presentato la mattina agli studenti delle scuole dell’Istituto Omnicomprensivo del posto.
Dopo il successo ottenuto nel 2010 da "Yossl Rakover si rivolge a Dio”, la Compagnia Teatrale Magionese propone, un montaggio di testi dello stesso autore. I racconti di Kolitz danno voce all’ebreo che, sotto la pelle dell’agnello predestinato al sacrificio, cerca di affermare con forza la propria dignità. Sono racconti e parabole degli anni della morte, che tratteggiano la disperata lotta per il proprio Dio condotta dall’ebraismo dell’Europa orientale di fronte all’inevitabile resa dei conti con la cultura olocaustica dell’Occidente.
Pur schiacciati e umiliati nel fisico e nel morale, gli ebrei di Kolitz hanno saputo combattere strenuamente per riaffermare l’anima ebraica e l’invincibilità della loro fede. Una fede come
adorazione che coincide con l’esaltazione dell’uomo, capace di creare un Dio personale, un Dio unico, contro il quale ci si può perfino rivoltare, per il quale si può morire.

L’autore
Nel 1946, l'ebreo lituano Zyi Kolitz, fervente sionista e militante dell' Irgun durante la lotta per la nascita di Israele, era a Buenos Aires per il Congresso sionistico mondiale quando un editore gli chiese di scrivere qualcosa per una rivista locale in lingua yiddish. In quegli anni, dal cuore dell' Europa affioravano numerosi i messaggi dall' Olocausto, redatti su fogli di fortuna. E Kolitz scrisse il suo: Yossl Rakover si rivolge a Dio, il corpo a corpo con Dio di un ebreo vicino alla morte, dopo essere insorto contro i nazisti nel ghetto di Varsavia (1943) .Uno sconosciuto lo spedì dall' Argentina a una rivista yiddish di Tel Aviv, definendolo «testamento proveniente dal ghetto di Varsavia». Senza titolo, autore, né l' indicazione «racconto». Così, quel testo straordinario prese le vie del mondo come autentico: con vari ritocchi entrò nelle antologie, fu letto nelle sinagoghe, divenne la bibbia dei Gush Emunin, i coloni israeliani più radicali. Quando lo seppe, Zvi Kolitz, che nel frattempo si era stabilito a New York e aveva scritto altri racconti dedicati all’olocausto, ne rivendicò la paternità, ma fu preso a insulti. Per alcuni, ammettere che Rakover era finzione sarebbe stato un delitto: di questo passo, si disse, anche Auschwitz diventerà un' invenzione. Il giallo fu chiarito quando un gesuita argentino trovò una copia sbiadita della rivista yiddish del ' 46 dove il testo era stampato a firma Zvi Kolitz. L' originale, invece, andò distrutto nel ' 94 in un sanguinoso attentato neonazista contro la sinagoga di Buenos Aires. E Kolitz poté commentare che quei fogli «erano finiti realmente sotto un mucchio di pietre carbonizzate e ossa umane», come nel racconto di Varsavia. Un nuovo, tragico capitolo dell' andirivieni di Yossl Rakover tra finzione e realtà.
Zvi Kolitz è morto a New York l’8 ottobre 2002, all’età di 89 anni.


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